Torna la questione relativa alle slot machine terrestri, sempre più demonizzate da una parte, e tartassate dai ladri dall’altra, il che fa allontanare ancora di più la concreta possibilità che vengano inserite all’interno dei casino online legali, almeno a stretto giro. La polemica questa volta verte soprattutto con il riferimento ai 2,5 miliardi di euro che le concessionarie del gioco condannate al pagamento della multa per il mancato collegamento delle slot nel 2004, si rifiutano di pagare, facendo ricorso al Tar.
Ma il presidente di Gabriele De Carlo, esponente dell’associazione As.Tro (che appartiene a Confindustria), non ci sta e risponde facendo chiarezza, affermando che “Noi non riceviamo nessun bonus fiscale. Seguendo una legge di tre anni fa paghiamo un’aliquota provvisoria del 12,60%. Poi a fine anno la Corte dei Conti ricalcola le aliquote e adegua il dato a seconda della produttività. Funziona un po’ come il sistema dei conguagli che si pagano a fine anno, nessun bonus insomma”. A guadagnarsi è soprattutto lo Stato, perché a conti fatti “L’erario prende il 12,60% e ora pare che aumentino ancora le tasse. Noi prendiamo il 5% lordo di quello che viene giocato e al netto di spese e tutto il resto ci resta solo l’1%. Ogni macchina ci costa 3mla euro e comporta una fideiussione di 1500 euro e tra l’altro lo Stato ci obbliga a sostituire le macchine con quelle più moderne con un enorme reinvestimento. E’ già successo nel 2008 e dovrebbe risuccedere anche tra qualche mese. Senza contare che furti e rapine sono a nostro carico”.
Ed è proprio questa ragione una delle principali imputate per il ritardato ingresso delle slot machine all’interno dei casino online, ed a questo punto viene da chiedersi se il blocco al momento imposto verrà mai rimosso.